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Netcomm 2024 – il mio pensiero

Ieri, giovedì 9 maggio 2024, sono stato al netcomm, per me è stata la seconda esperienza di persona e la terza se consideriamo la versione online durante il covid.

Cosa mi porto a casa e cosa ho notato di diverso rispetto alle precedenti edizioni?

A casa oltre ad una mole incredibile di gadget 🙂 mi sono portato numerose chiacchierate stimolanti.
Il mio scopo era andare a fare networking, incontrare vecchie conoscenze e farne di nuove per poter ampliare le collaborazioni, quindi da questo punto di vista posso reputarmi soddisfatto, nella speranza possano appunto nascerne di nuove.

Rispetto alle vecchie edizioni a cui ho assistito, mi è sembrata più grande, nel senso che mi pareva ci fossero più stand e più agenzie che ancora non conoscevo nonostante bazzichi il settore da ormai 10 anni.

Che novità ho trovato in ambito tecnologico?

Le uniche novità che mi è parso di notare sono sostanzialmente 2, la nascita di piattaforme per integrare e-commerce con crm e le notifiche push associate ai siti web / e-commerce.
Onestamente mi aspettavo qualcosa di più in ambito intelligenza artificiale, ho visto che in qualche speach, se ne è parlato, ma niente di rivoluzionario. L’ambito di integrazione in cui viene più usata l’ai per ora è l’adv.

Per il resto gli argomenti sono sempre i soliti a tenere banco:

  • omnichannel
  • marketplace
  • machine learning

Come sono stati gli speach?

La riassumerei con “tante marchette e poca sostanza“, che per carità si pagano un sacco di soldi per poter presenziare e salire sul palco quindi è normale farsi pubblicità, si è li per questo.
Però da spettatore che assiste uno speach mi aspetto di uscirne arricchito di conoscenza. Inoltre una cosa che ho notato la poca enfasi da parte di chi stava sul palco.
Ho apprezzato invece la mattinata del 8 maggio in plenaria, che ho avuto modo di seguire live, mentre proseguivo la mia attività lavorativa da casa.

Un ringraziamento speciale lo devo fare a Banca Sella, main sponsor del netcomm, che ha supportato la mia partecipazione all’evento.

Sono un web developer Freelance (programmatore web) in grado di offrire servizi di consulenza su diverse tipologie di progetti.
Dopo 6 anni di lavoro come dipendente in diverse agenzie di comunicazione, dal 2016 ho deciso di investire soldi e tempo nel mio sogno di diventare libero professionista.

Ho creato il mio profilo Threads

Da ieri ho creato e iniziato a pubblicare anche sul mio nuovo profilo Threads, vi volevo quindi invitarmi a seguirmi.

Sono un web developer Freelance (programmatore web) in grado di offrire servizi di consulenza su diverse tipologie di progetti.
Dopo 6 anni di lavoro come dipendente in diverse agenzie di comunicazione, dal 2016 ho deciso di investire soldi e tempo nel mio sogno di diventare libero professionista.

Metodologie di lavoro

Con l’avvento della globalizzazione e delle professioni sempre più tecnologiche sono iniziate a nascere nuove modalità di lavoro, che piano piano iniziano ad arrivare anche in Italia. Dove poi fanno fatica ad aderire per due motivi principali, secondo me:

La politica italiana e la mentalità retrograda che purtroppo contraddistingue il nostro paese.

Basti pensare che durante la pandemia, gran parte delle aziende si è dovuta adattare, spostando il lavoro da una sede fisica alle postazioni remote dei dipendenti. Postazioni che non erano in molti casi adatte a performare, perché appunto obbligati ad una situazione in brevissimo tempo. Quindi finita la pandemia è stato ripristinato l’obbligo di presenza in ufficio, vanificando tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Io ad esempio non ho riscontrato problemi durante il covid, in quanto ero già abituato da tempo a questo tipo di metodologia di lavoro, anche perché ci ero arrivato per gradi facendo delle transizioni che mi hanno portato a capire quale fosse il metodo che mi permettessi di performare meglio.

Altra cosa che ho notato, che per fortuna con il tempo mi sembra sia sempre meno presente, è la volontà di imporre il controllo sul dipendente.
Ossia lavori per me, vieni in ufficio, magari per 8 ore ti giri i pollici, ma siccome sei qua per me stai lavorando, mentre se sei a casa a lavorare, per chi sta ai piani alti ti stai bellamente grattando.

Ma ora proviamo ad approfondire meglio questi metodi di lavoro:

  • remote working

Stabilisce che hai degli orari dove inizi e finisci di lavorare, per cui devi essere disponibile per l’azienda. Semplicemente la sede aziendale non è per forza la sede fisica dell’azienda, ma magari un’ambiente più confortevole che ti permette di rendere meglio nel tuo lavoro.

  • smart working

Qua non dovrebbero esserci orari di lavoro fissi, si lavora per obbiettivi, questo vuol dire che sei libero di lavorare di giorno o di notte, in una sede di lavoro che decidi tu. Semplicemente hai degli obbiettivi e un determinato tempo in cui vanno raggiunti.

  • settimana corta

in Italia è quasi un’utopia, all’estero invece prende sempre più piede. Il tempo che abbiamo è limitato pertanto è la cosa che vale di più. Per cui se un’azienda non può pagartelo sarebbe corretto che te lo lasci libero. Qua le metodologie di interpretazione possono essere diverse, ossia decidere di concentrare lo stesso numero di ore in meno giorni di lavoro, facendo quindi più ore in quei giorni in cui si lavora. Oppure avere dei contratti con meno ore, assumendo magari più figure, oppure semplicemente facendo performare meglio quelle che ci sono, in quanto avendo più tempo libere possono svagarsi/riposarsi di più e dare di più quando lavorano.

  • metodo pomodoro

Il metodo pomodoro, l’ho personalmente scoperto da poco, anche se ancora mai utilizzato. Non è utilizzato solo per migliorare le performance sul lavoro, ma può tornare utile anche a livello di studio.
Come funziona? bisogna concentrarsi e lavorare/studiare per 25 minuti, fare una breve pausa di 5 minuti e poi ripartire per altri 25 minuti. Nei 25 minuti in cui bisogna performare ovviamente non sono ammesse distrazioni, quindi telefono impostato su non disturbare e testa bassa.

  • metodo agile

Il metodo agile, va molto d’accordo con la modalità dello smart working, quindi con la suddivisione dei task in obbiettivi da raggiungere. Sostanzialmente tramite l’ausilio di tools, si vanno a dividere delle lavorazioni grandi in task semplici e si creano degli sprint nei quali questi task devono variare il loro stato.
Ad esempio: dobbiamo creare una landing page, avremo dei task che sono creazione dell’header, del body e del footer. Questi task dovranno passare da essere approvati ad essere lavorati, testati e infine rilasciati. I vari task poi possono a loro volta essere suddivisi in base alle figure del team che dovranno gestirli.

Questi sopra riportati sono i principali, ma sicuramente non sarò a conoscenza di una buona parte di cose 🙂

Quali tools esistono per aiutarci ad essere più performanti?

Ormai ne esce quasi uno al giorno, vanno poi a preferenze oltre che vanno selezionati in base alle proprie esigenze.
Tra i più famosi troviamo, i vari calendar, toggl, trello, clickup, notion ecc, cercando su google management tools ne escono veramente un’infinità.

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Dopo 6 anni di lavoro come dipendente in diverse agenzie di comunicazione, dal 2016 ho deciso di investire soldi e tempo nel mio sogno di diventare libero professionista.

Il mio canale YouTube

Oggi voglio invitarvi ad iscrivervi al mio nuovo canale YouTube, dove inizierò a pubblicare come in questo blog dei contenuti inerenti al lavoro che svolgo da ormai più di 10 anni.

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Dopo 6 anni di lavoro come dipendente in diverse agenzie di comunicazione, dal 2016 ho deciso di investire soldi e tempo nel mio sogno di diventare libero professionista.

Freelance day pills

Sono stato sabato 18/03/2017 al Toolbox coworking (a Torino), dove si è svolto il primo appuntamento del Freelance day pills. Appuntamento interessante in quanto non è rivolto solo al settore web, ma c’erano dalla traduttrice, al blogger, al wedding planner. Insomma ci si poteva confrontare con varie realtà.

Interessante vedere che sono sempre di più le persone che decidono di investire su se stesse, tanti (come anche io), si buttano senza sapere cosa c’è dall’altra parte (il famigerato mondo delle partite iva). Interessante anche vedere come il mondo del lavoro stia cambiando e si stia spingendo sempre di più in questa direzione.

Ormai anche in Italia sta prendendo sempre più piede l’idea che il “posto fisso” debba sparire o non esista più. E’ giusto che ognuno venga interpellato quando c’è bisogno e lo si paghi in base al prodotto o servizio che vende.

Ho trovato molto bello il fatto che chi ha fatto “lezione”, conosce bene questo mondo, o perché è proprio freelance o perché ci lavora a stretto contatto tutti i giorni.
Il tema principale della giornata è stato il Business model, ossia cos’è e come creare un modello di business adatto al servizio o prodotto che si vuole vendere. Tante volte si è sentito associare questa terminologia alle start up. Ma è una tipo di attività consigliata a tutti i professionisti.

Farlo è importante perché ti fa capire come venderti, quale è il tuo target e su cosa puntare e investire.

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Modello di contratto

E’ molto importante e professionale utilizzare un contratto ogni volta che si decide di intraprendere una nuova collaborazione di lavoro. Sia questa, una collaborazione con azienda o privato è bene tutelare il proprio lavoro.

Quando lavori come libero professionista, sopratutto, ti ritroverai tantissime volte davanti a clienti che si approfitteranno. Capiterà che ti approveranno determinate lavorazioni, che poi si rimangeranno tutto chiedendoti di rifare il lavoro o peggio ancora arriveranno a dirti che il lavoro non rispecchia quello che si aspettavano. Per tanto non avranno interesse a pagarti.

Capita effettivamente che alcuni freelance non sono in grado di fare lavori nei quali si impegnano, spinti magari da un budget interessante. Conviene sempre essere sinceri con i propri clienti. Se si vuole provare perché si pensa di avere delle possibilità di successo, al massimo comunicatelo al cliente, ed eventualmente se non si dovesse raggiungere l’obbiettivo, mettevi nei panni del vostro cliente e non chiedete nulla.

E’ comunque importante stabilire un contratto anche in questo caso, perché se si fanno accordi verbali potresti trovare il cliente che ti denuncia per avergli arrecato un danno.
Nel momento in cui stipuli un contratto, vale quello che viene scritto in esso, in questo modo tu potrai sempre appellarti ad esso ed eventualmente procedere per vie legali nei casi (più remoti) in cui non si arriva ad un accordo sereno tra le parti.

Il pacchetto che andrete a scaricare conterrà:

  • Un modello di contratto di vendita personalizzabile;
  • Una nota di lavoro;
  • Una ricevuta per prestazioni occasionali;
  • Una carta intestata.

Oggi quindi vi suggerisco di scaricare gratuitamente il modello Oscon.

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Eccellenze in digitale di GOOGLE

Google ha creato eccellenze in digitale, per i più inesperti del settore. Si tratta di una serie di video tutorial con degli esami per controllare l’apprendimento.

Tratta svariati temi, tutti fortemente digital e con buone idee per chi ancora è distante da questo mondo e vorrebbe avvicinarsi un pò di più. Ne riporto alcuni che per me sono stati i più importanti:

  • Come funzionano i motori di ricerca;
  • Come lavorare su seo e sem;
  • Come funziona la pubblicità su google;
  • L’importanza dei Social;
  • Come far crescere la propria attività;
  • Come espandere la propria attività a livello internazionale;
  • Ecc;

Ogni tema ha dalle 2 alle 7 video lezioni e ognuna dura in media 5 minuti. Alla fine di ogni lezione c’è un test per mettere in pratica la lezione del video. Mentre alla fine di tutte le lezioni trovate il test che comprende tutto l’argomento. Passato il test viene rilasciato un badge.

Quindi dedicando un pò di tempo ogni giorno potrete sicuramente migliorare la vostra cultura in questo ambito.

Io ho voluto provare gli esami e ho preso la certificazione. Ovviamente uno specialista del settore non può vantarsi di una certificazione del genere, ma la consiglio fortemente a chi invece brancola nel buio, in quanto può essere un buon inizio.

L’attestato che verrà rilasciato potrà essere anche aggiunto al profilo linkedIn.

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Come calcolare le tempistiche di un progetto

Ogni freelance si troverà a dover capire le tempistiche di un progetto. Questo dubbio ci affligge anche più volte al giorno: QUANTO TEMPO CI IMPIEGHERÒ PER FARE ………?
Questa domanda sopratutto ti viene posta da chi ti incarica di svolgere il lavoro. (Non provare a chiedergli: Voi per quando ne avreste bisogno? La risposta sarà sicuramente “per ieri“)

Allora in questo caso ci si trova davanti ad un bivio. Ho già fatto il progetto o qualcosa di molto simile e conosco più o meno le tempistiche, oppure buio profondo.

Nel primo caso e facile, hai già una stima in base al lavoro fatto in precedenza. Quindi nel caso di collaborazioni o passaggio materiali devi solo aggiungere il tempo che prevedi possa servire per queste operazioni.

Nel secondo caso bisogna dividere in piccoli pezzi il progetto e provare a dare delle tempistiche ad ogni task.
Nel caso di un team o di collaboratori confrontarsi in gruppo per capire se la linea di pensiero possa risultare uguale.

Rendi partecipe il cliente della scelta delle tempistiche, spiegandogli le lavorazioni e come andranno eseguite.
Tieni presente che far sapere al cliente che potrebbe presentarsi qualche imprevisto durante lo svolgimento del progetto è un bene. Se utilizzi una piattaforma di terzi, ad esempio wordpress o magento, può presentarsi un aggiornamento importante da fare e quindi potrebbe capitare di dover riscrivere qualche riga di codice per sistemare eventuali errori.

Una cosa importante è non stare mai troppo stretto con i tempi.
Meglio un cliente contento di avere il suo “giochino” in anticipo, che un cliente deluso per il ritardo sui lavori.

Ricorda che il rispetto delle tempistiche è importante per entrambi. Il cliente potrebbe perdere dei soldi e tu facendo ritardo potresti dover spostare gli altri progetti già fissati.

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Perché scegliere un freelance

Un cliente incerto è un cliente perso.
Proviamo a capire perché dovreste incaricare un freelance per sviluppare il vostro progetto.

  • Il freelance, solitamente lavora da solo o collabora con altri freelance, per soddisfare il più alto numero di richieste da parte del cliente (Ottimizzazione delle risorse e dei costi).
  • Un freelance non lavora sulla quantità di progetti, ma si prende cura della qualità di ogni singolo progetto come se fosse il suo.
  • Quando il cliente si rivolge al freelance, sta parlando già con chi sta lavorando o lavorerà al progetto, quindi sa già di cosa si tratta. (Risparmio di tempo).
  • Il freelance segue il progetto nella sua totalità dall’inizio alla fine, in questo modo saprà dare al cliente il consiglio giusto in ogni fase del suo sviluppo.
  • La maggior parte dei freelance lavora da casa o in coworking, quindi in ambienti che reputa famigliari. Questo porta ad un aumento della sua produttività e migliora la creatività.
  • Essere il freelance vuol dire investire in se stessi, quindi credere in se stessi e in quello che si fa.

Questo è un breve elenco delle tante qualità che un cliente può trovare scegliendo un freelance. Non tutti avranno le stesse qualità, quindi qui sta al cliente avere fiuto per accaparrarsi il freelance migliore.

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